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Instagram e privacy: cosa cambia?

instagram e la privacy

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Instagram è una delle applicazioni più usate sia dagli utenti Android che dai possessori di iPhone. L’applicazione permette di scattare foto, applicare diversi filtri alla foto scattata, e con un tap condividerla con i milioni di utenti. Alla foto possono essere associate parole di chiave, in modo che gli altri utenti possano trovare le immagini tramite una semplice ricerca.

Nei primi giorni di Aprile Instagram è stata acquistata da Facebook. Alla notizia alcuni avevano storto il naso, tanto che il fondatore dell’app, Kevin Systrom, ha cercato di tranquillizzare gli utenti, dichiarando: “Instagram rimarrà la stessa applicazione che oggi conoscete e amate”.

E’ stato con l’aggiornamento di Dicembre, però, che sono nate le polemiche. E’ cambiata, infatti, la policy sulla privacy dell’applicazione, dove si chiede di accettare che i propri dati, i likes, le foto e le azioni collegate a contenuti sponsorizzati o a pagamento vengano venduti ad aziende esterne, senza nessun compenso per l’utente.

Un’azienda esterna, in particolare, con cui ci sarà scambio dati è, ovviamente, Facebook. Non sarà, quindi, improbabile trovare i propri scatti su Facebook, la cui pubblicità sarà ancor più mirata, grazie alla mole di dati proveniente da Instagram.

Numerose le proteste che si sono elevate tra gli utenti, che su Twitter hanno coniato l’hashtag #instafraud, tanto che sempre Kevin Systrom è corso ai ripari, chiarendo che le foto degli utenti non diventeranno pubblicità, specificando che “Abbiamo intenzione di cambiare i termini di servizio, rimuovendo ciò che ha fatto credere che le foto degli utenti potessero divenire pubblicità”.

L’affermazione è di sicuro confortante, ma resta comunque labile il confine della propria privacy quando si parla di Facebook ed Instagram.

E’ ovvio che quando si sceglie di condividere la propria vita, le proprie foto ed i propri dati su queste piattaforme si scende a patti, lasciando che parte di tutto ciò possa esser condiviso con altre aziende, quindi il consiglio è quello di agire in modo consapevole, sapendo che la privacy, sui social network, è spesso un concetto decisamente fragile.

Autore: Gianluca

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